E’ molto forte l’accusa all’atteggiamento metafisico tutto occidentale, ed esportato con
soddisfazione di tutti, che io chiamo "tecnicismo".
E’ l’ approccio cosciente che ha sviluppato l’ambito tecnico e che di rimando ha
colonizzato di nuovo le coscienze; quanto abbia fatto lo stesso con l’immaginario non
riesco neanche a stabilire.
L’uomo occidentale è al centro di rapporti di specularità davvero enigmatici: diventa ciò
che uccide, si muove specchiandosi nelle sue proprie potenti estensioni, le manipola e
attraverso la sua stessa manipolazione si manipola, vi si conforma, fino al prossimo e
più esponenziale potenziamento della volontà.
Il problema è gravissimo, anche perchè, con tutta la speranza di cui sono capace, non
riesco a vedere pacifica convivenza fra sei e più miliardi di uomini senza l’apporto delle
macchine.
Ma se la metafisica delle macchine stesse è, come è, il problema, allora dovremmo
veramente riuscire a rompere il cerchio e ad non rimirarci più nello stagno dell’
estensione tecnologica.

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