Segnalo l' ultimo importante articolo di Preve e Tedeschi, integralmente leggibile QUI.


[…] Oggi, la crisi globale sembra invece aver prodotto una fase involutiva del capitalismo stesso. In Italia e in tutto l’Occidente, si va delineando infatti un “autunno caldo del capitalismo”, in cui è la classe dominante dell’economia a pretendere riforme economico – sociali sistemiche, che comportano profondi mutamenti nella legislazione del lavoro, con la conseguenza di stravolgere materialmente un assetto normativo costituzionale ispirato allo stato sociale e alla solidarietà tra le classi. Gli investimenti della Fiat in Italia sarebbero possibili, secondo Marchionne e Confindustria, qualora si operassero ampie deroghe alla attuale contrattazione collettiva, alla legislazione del lavoro, alla rappresentanza sindacale, al fine di rendere competitiva l’industria italiana nel mercato globale. La crisi economica del 2008 ha reso necessario lo smembramento dello stato sociale, con energici tagli alla spesa pubblica. Ma, dinanzi a tali misure penalizzanti per la collettività, non si è generata alcuna conflittualità sociale da parte dei ceti subalterni, quali i disoccupati, i precari, i lavoratori a basso reddito, bensì si sono ribellate le classi privilegiate, le lobbies economiche, politiche, professionali, istituzionali, allo scopo di difendere le loro rendite di posizione, le élites cioè di una società stratificata sul privilegio sociale. Sembra dunque giunto a definitivo compimento quel processo iniziato alla fine degli anni ’70 con il reaganismo e il thatcherismo, denominato da Lasch “la rivolta delle élites”. Sembra, paradossalmente, che la Global Class protesti contro l’ordine economico e politico che ha loro consentito di costituirsi come élites. In questa fase storica si è manifestata la coscienza di classe delle élites, quale coscienza del loro ruolo dominante nella società. Si va delineando quindi una lotta di classe innescata dalla classe dominante, che, in quanto monopolista (o quasi) della struttura produttiva diviene autoreferente, con il fine di affrancarsi dalle strutture politiche istituzionali, quali sovrastrutture non più funzionali al modo di produzione capitalista globale. Si sta realizzando una rivoluzione marxista capovolta. […]
 

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