Qui non c’è alcuna democrazia, qui ci sono capitali privati globalizzati – con una grandezza maggiore che il PIL della maggior parte degli stati politicamente costituiti- che hanno in pugno l’economia mondiale e tramite i mercati ( e la mercatizzazione di ogni risorsa pubblica) fanno pendere la bilancia dalla parte che conviene loro, sempre, impunemente, e al cui confronto le decisioni spacciate per politiche non sono che una recita parrocchiale.

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Milano Venerdì 24 Giugno

E’ stata una giornata sfibrante per la Borsa italiana, attaccata da una violenta corrente di vendite sui titoli bancari senza nessun ragionevole perché. La seduta si è chiusa con l’indice FtseMib in ribasso dell’1,6%, mentre Londra ha terminato con un rialzo dello 0,4%, Parigi è finita in sostanziale parità e Francoforte in lieve calo dello 0,3%.

Mezzogiorno di fuoco in onore di Mario Draghi.

Quando gli orologi segnavano mezzogiorno, in perfetta concomitanza con l’annuncio ufficiale che Mario Draghi era stato nominato presidente della Bce, in Piazza Affari è scoppiato l’uragano. L’indice FtseMib è passato in 10 minuti da un rialzo dell’1,2% a un ribasso dell’1,9%. Intesa e Unicredit  sono passate da rialzi del 3% a ribassi dell’8%. Increduli gli operatori scandagliavano gli schermi di Reuters e Bloomberg:ci sarà ben stata una notizia alla base di tutto questo?. Invece, niente. La giornata si è conclusa lasciando aperte tutte le ipotesi.

Ridda di ipotesi, nessuna convince.

Fra gli operatori sono circolate ipotesi a raffica, senza che nessuna convincesse. Si va dalle dichiarazioni del membro spagnolo della Bce, Jose Manuel Gonzalez-Paramo, secondo cui la crisi del debito della Zona euro è tutt’altro che finita, a cause tecniche nelle immissioni di ordini, ai rumor su un possibile fallimento degli stress test per le banche italiane, a mani forti di un gruppo di hedge fund che hanno deciso di speculare sull’Italia, a possibili downgrade dell’Italia da parte delle agenzie di rating.

Lo spread Bund/Btp vola a 215 punti base.

Oltre ai titoli azionari, hanno sofferto anche le obbligazioni. Il differenziale tra il Bund decennale tedesco e il Btp italiano è salito fino a un massimo di 215,8 punti base, il livello più alto dopo il 219,7 del 30 novembre 2010.

Sul fronte degli stress test fonti bancarie che hanno seguito i test riferiscono che le cinque banche italiane coinvolte sono tranquille sui risultati che probabilmente verranno pubblicato il 13 luglio.

Ancora lo zampino di Moody’s.

In serata Moody’s, che già aveva messo sotto revisione il rating dell’Italia, di società partecipate dallo Stato e di un gruppo di banche, ha deciso lo stesso provvedimento anche per i covered bond di 5 banche italiane.

Le tensioni sulle banche italiane hanno anche messo in secondo piano nel pomeriggio le preoccupazioni per la Grecia che, ottenuta ieri l’approvazione da Ue e Fmi circa il suo nuovo piano di austerity, ora lo deve ottenere anche quella del suo parlamento entro il 30 giugno, per poter avere la tranche da 12 mld che la salverebbe dal default a breve termine.

Attesa per l’asta dei Bot di lunedì.

In questa situazione di tensione, sarà una prova di fuoco lunedì la prima delle due sedute d’asta della settimana, dedicata ai titoli brevi. In offerta ci sono Bot semestrali per un ammontare di 8 miliardi, inferiore a quello in scadenza (9 miliardi). All’asta di maggio questa scadenza aveva visto un rendimento del 1,657%.

Franco svizzero più in alto del Cervino.

Sul mercato dei cambi l’euro si è ulteriormente indebolito contro il dollaro, salito a 1,420, da 1,425 della chiusura precedente. Nuovo record storico del franco svizzero a 1,1899, da 1,1957 della chiusura precedente.

Il petrolio è sceso ancora dopo la caduta di ieri e in serata il Wti è scambiato a 90,5 dollari al barile (-0,4%9 e il Brent a 105 dollari (-1,8%).

Per Piazza Affari l’ottava settimana consecutiva di ribasso.

Per la Borsa di Milano quella che si è chiusa oggi è l’ottava settimana consecutiva di ribasso. Nel corso delle ultime cinque sedute l’indice FtseMib ha perso il 4,6% e la performance dall’inizio dell’anno è un calo del 5%.

L’indice complessivo europeo Stoxx 600 ha perso nella settimana l’1,1%.

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postato da: imaremmani alle ore 25/06/2011 11:48 | Permalink | commenti
categoria:zeitgeist, dispositivo tecnico

 

 

 

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