kenosis

LA RELIGIONE SACRIFICALE DEL CAPITALISMO

Si paragoni il moderno capitalismo globale all’impero azteco. L’impero azteco si raccoglieva intorno al sacrificio di vittime effettuato su un altare a piramide. Le vittime erano spartite mediante il rituale pubblico del sacrificio, la distribuzione dei cadaveri delle vittime stesse come cibo per la plebe, e la rappresentazione artistica. Le vittime venivano tratte copiosamente dai regni confinanti, sia che fossero guerrieri catturati o persone qualsiasi prese a quel fine. Chiunque si opponesse alle operazioni militari di cattura di vittime sacrificali veniva ucciso, di fatto alimentando di sacrifici addizionali il sistema. Una classe di sacerdoti traeva profitto dalla direzione di un’impresa così prestigiosa.

Nel capitalismo globale, l’altare è rappresentato dalla fabbrica (mezzi di produzione), in cui materiali e lavoro umano vengono trasformati attraverso una sorta di alchimia[25] in merci, che sono rappresentazioni della forza vitale umana sotto forma di lavoro. Le vittime sacrificali sono tratte dalle classi lavoratrici o dai paesi colonizzati, ove la scelta è di conferire il loro lavoro al sistema o di soffrire la fame. Le nazioni che resistono al sistema sono messe in riga mediante la forza militare. In luogo di una piramide, al centro della cultura vi sono alti edifici in cui il cumulo della ricchezza è depositato e governato. Il cumulo non è sotto forma di merci, ma di debito – contratti per produrre e vendere merci. In questi alti edifici risiede un alto clero che si appropria di una smisurata parte della sostanza sacra, in ragione della sua prossimità ad essa; come la classe sacerdotale degli Aztechi, esso si avvantaggia del prestigio derivante dall’impresa sacrificale. Il “cadavere” è rappresentato e distribuito in forma di denaro e merci, da cui l’intera popolazione è strettamente dipendente. La cultura si raccoglie in soggezione intorno al grande cumulo di ricchezza formato dal sistema, ma l’unico mezzo per guadagnarsi una parte del cumulo è quello di contribuirvi con un ammontare maggiore di quello che se ne toglie. Così il cumulo continua a crescere alchemicamente, diffondendo una sempre maggior soggezione di sé, e la gente diventa sempre più dipendente da esso.

Il parallelo tra capitalismo globale e un impero sacrificale pagano è molto preciso, con l’eccezione che nel capitalismo globale manca lo spettacolo del sacrificio cruento. Mediante un pesante ricorso alla rappresentazione, si fa in modo che il sacrificio abbia luogo fuori scena, lontano dallo sguardo, ma i benefici che ne derivano sono resi utilizzabili mediante le merci e il circolante che lo rappresenta. Merci e circolante prendono il posto che negli antichi sistemi pagani aveva il mito – nascondendo e rivelando simultaneamente l’assassinio su cui è fondata la cultura. Il vantaggio addizionale del capitalismo globale sulla religione arcaica è che, perfino se è rivelato, l’assassinio non è manifesto (oppure l’assassino è eletto dal popolo, come dire che non è stato nessuno-nota mia); il profeta raramente può indicare una vittima particolare di un evento sacrificale specifico per smascherare la violenza del sistema. La violenza è estesa nel tempo e tra una popolazione grande e distante, così che per rivelare la violenza si possono usare soltanto statistiche astratte sulla mortalità infantile, la nutrizione e la durata media della vita. E un sistema risoluto a camminare al buio può facilmente ignorare questi dati astratti. Quel che consente al capitalismo di resistere all’effetto corrosivo della rivelazione biblica è dato dalle sue funzioni mitiche di sviamento e diluizione.

Il capitalismo globale è stato il sistema religioso più assassino di tutta la storia umana. E tuttavia noi lo accettiamo sconsideratamente come se si trattasse di una forza della natura. La chiesa gli ha resistito soltanto debolmente, [26] ed ora il capitalismo globale ha soppiantato la chiesa come prima forza religiosa della nostra cultura. Il capitalismo globale è una religione globale, e tuttavia non lo riconosciamo come tale. Mentre le “grandi religioni” discutono su quale di esse abbia il titolo più valido alla verità religiosa, tutte quante si sono inchinate davanti a questa Bestia.

Note
25. Duchrow, Ulrich. 1992. Europe in the World System 1492-1992: Is Justice Possible? WCC Publications. Geneva. Pp. 17-23. “Binswanger interpreta questo come alchimia – la mutazione di elementi in oro – proseguita con altri mezzi, proprio come Mefistofele propone nel Faust di Goethe.” Forse non è affatto una coincidenza che lo strumento cercato dagli alchimisti medievali, tramite il quale essi avrebbero realizzato l’equivalente della mutazione delle pietre in pane, era chiamato pietra filosofale. Se la filosofia, come suggerisce l’interpretazione di Eraclito fornita da Girard, è radicata nel sacrificio; e se una pietra è un archetipo della presenza del morto, allora si può vedere l’alchimia medievale come un’antesignana del capitalismo.
26. Seppur debolmente, la Chiesa è stata il primo centro di resistenza al capitalismo globale, opponendosi all’usura, stabilendo leggi sociali e protestando contro le ingiustizie, come ad esempio fecero Bartolomeo de las Casas nell’America Latina e i Gesuiti nel Paraguay.

grazie a Fabio Brotto per la traduzione e pubblicazione

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