Forse Venerdì è iniziato l’assalto finale al Bel Paese. Questo forse spiegherebbe il gran vociare di elezioni ad Ottobre, probabilmente senza nuova legge elettorale. Le rassicurazioni richieste dai mercati circa l’affidabilità del prossimo governo sono tutt’ uno con il rifinanziamento del debito. Anche se i BTP sono acquistati in gran parte da banche italiane, essi vengono svalutati nei mercati secondari, a causa del rating e della valutazione negativa che esprimono le quotazioni dei derivati collaterali, creando problemi di bilancio. MPS sembra parecchio in difficoltà. Probabilmente l’aria che tira suggerisce di sbrigarsi a formare un governo con davanti quattro anni di impegni già confermati sul debito, senza rischiare di trovarsi di fronte a troppo malumore.

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Spagna e Italia nel tritacarne, crollano i listini e s’impennano i tassi

La Borsa di Milano si avvita nella caduta e chiude la seduta con un rovinoso ribasso: l’indice Ftse Mib ha perso il 4,4%. Crollo anche per Madrid (Ibex ?5,8%) mentre le altre Borse europee sono state solo lambite dalla valanga di vendite che ha messo a terra i listini azionari ed i governativi di Spagna ed Italia.

 Lo spred Italia Germania a dieci anni si è allargato fino a 500 punti base, il differenziale tra Bono spagnolo e Bund sale di 30 punti base a 602 punti, nuovo record della storia.

 La corsa al rifugio ha spinto il future Bund a 145,8: il rendimento del governativo tedesco scende di 5 punti base ul minimo storico di 1,16%.

 La caduta delle Borse di Milano e di Madrid è arrivata in prossimità della diffusione del comunicato dell’Eurogruppo di via libera all’intervento a sostegno delle banche spagnole.

 A scatenare la reazione negativa sarebbe il passaggio nel quale si specifica che “il governo spagnolo avrà la piena responsabilità dell’assistenza finanziaria”. Morgan Stanley mette in evidenza che si tratta di un passo all’indietro nel tentativo di rompere in circolo vizioso tra debito degli Stati e patrimonio delle banche. Secondo il broker, per poter essere efficace ed incisivo, l’intervento dovrebbe prevedere l’utilizzo di titoli ibridi a lunga scadenza ed a basso rendimento, un genere di obbligazioni assimilabili alle azioni.

 Ma a parte i commenti sul piano, nel pomeriggio è arrivata anche la revisione al ribasso della stima sul Pil della Spagna nel 2013, dal +0,2% di aprile si è passati al -0,5%. In prossimità di questo annuncio è arrivata anche la notizia che la Regione di Valencia ha chiesto di poter accedere al programma di assistenza finanziaria statale, un fondo da 18 miliardi di euro destinato ad andare in soccorso alle regioni in difficoltà, tra queste c’è di certo la Catalogna.

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