china filesLa rielezione di Barack Obama alla presidenza degli USA era abbastanza assodata,  chiamando a governare ” l’uomo-simbolo degli afro-americani, dei latinos, delle donne e dei giovani”, per dirla con l’ ottuso entusiasmo delle redattrici di Rai Tre. Questo avviene non a caso nel momento in cui c’è da  prendere provvedimenti per contenere l’ enorme passivo nei bilanci commerciale e statale. Una situazione tutt’altro che comoda. Ai miei occhi questo testimonia più che altro l’impotenza totale della scelta elettorale cioè i limiti oggettivi, definiti a priori, della politica rispetto alla prassi economica e ai colossali apparati che la indirizzano.

Altrove il termine di economia-politica ha ancora un senso “a tutto tondo”, ovviamente anch’esso velenoso per le classi dominate . A Pechino stanno  decidendo come dirigere gli enormi attivi provenienti dall’ industria (tutta almeno parzialmente partecipata), come mantenere il tasso di sviluppo al di sopra dell’8% annuo (al di sotto ci sarebbero enormi problemi), come muoversi sullo scenario internazionale. Gli argomenti che appassionano l’occidente, dalle liberalizzazioni al Tibet, dalle aperture democratiche alla pena di morte, sono assolutamente secondari.

“Non avete ancora visto niente” sembra uno slogan più adatto a commentare il XVIII congresso del PCC che la vittoria del filiforme Obama.

Per chi volesse seguire l’argomento, QUI  qualche informazione interessante.

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