reti anti suicidio

Report del 27 Novembre dell’ analista Gianluca Parenti di Websim.it sulla situazione dell’ Ilva e della Fiat  -e con un chiaro auspicio rispetto alle prossime elezioni politiche; auspicio obbligatorio per chi si augura il ripristino di un minimo sindacale di economia- politica: salvare capra (la riproduzione complessiva) e cavoli (il  plus- valore, il sangue fresco del sistema). 

Ma non è solo un analista finanziario che invoca l’azione politico-penale (nel caso Ilva il  sequestro dell’ acciaio già prodotto  o, come suggerito nel post, della confisca) dello stato-nazione per rioliare i meccanismi dell’ accumulo e della crescita: molti marxisti, evocando la retorica populista,  equiparano il termine “Stato” (stato-nazione) alla comunità indivisa del popolo. Non è così, credo oggi sia bene avere un atteggiamento che vede bene la limitatezza intrinseca della realpolitik, atteggiamento che considero più concreto di un realismo che è già sconfitto in partenza.

“Lo stato è il capitalista ideale complessivo”:  potrebbe addirittura rinunciare al profitto in questo momento in nome degli interessi generali delle classi accumulatrici (“la salvezza del paese”) per permetterne di accresciuti in seguito

Per me sarebbe invece il caso di non riprovarci più con il ciclo gestione privata-gestione pubblica dei mezzi di produzione -come se per decenni l’ IRI-Italsider non avesse fatto alcun danno sociale ed ambientale, ossia il comando che il Capitale (in qual si voglia forma giuridica)  impone al Lavoro, il momento qualificante  in cui l’ uomo pone di fronte a sè la realtà oggettiva del “come essere” – che è a volte più importante del “cosa essere”. Non cresceremo mai, in quanto dominati e in quanto dominanti, replicando questo che oramai è un loop storico-economico. 

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Fiat, Telecom ed Ilva. Tre temi su cui bisogna chiarirsi le idee.

ILVA.

Cominciamo dall’ultimo tema, l’Ilva, che sembra non avere rilevanza diretta sul mercato azionario ma che invece ne ha, forse più degli altri. La vicenda Ilva serve a farci capire che, nonostante tutto, avremmo bisogno di un Governo Politico. Con la p maiuscola, ovviamente, perché se i politici restano quelli degli ultimi 20 anni, allora meglio i tecnici. Un Governo Politico, nella vicenda Ilva avrebbe vita facile. Gli basterebbe guardare quello che sta facendo il Governo Politico in Francia. Dovrebbe semplicemente confiscare, temporaneamente, lo stabilimento Ilva di Taranto e darlo in gestione a manager pubblici. L’obiettivo primario dovrebbe essere quello di metterlo in sicurezza e mantenere livelli occupazionali adeguati ad una equilibrata gestione economica, e non quello di generare profitto per pochi speculando sulla salute di molti. Ecco perché penso che sia necessario al più presto arrivare ad un governo politico in Italia. Non è così ? La magistratura sbaglia ? Bene: alla conclusione delle vicende giudiziarie lo Stato riconsegnerà lo stabilimento alla famiglia Riva con tante scuse.

E’ mai possibile che se mi dimentico di pagare l’assicurazione, pur senza aver commesso alcun reato o provocato alcun danno, oltre alla multa mi sequestrano l’auto (giustamente perché costituisco un pericolo per gli altri) mentre se la magistratura arresta mezzo top management di un’azienda privata (in attesa di giudizio) la proprietà per protesta mette in ferie forzate 5.000 operai ? E’ come se quando mi ferma la polizia e scopre che non ho l’assicurazione io potessi obbligare i pedoni a non circolare più ….. tutti a casa ! Non ha senso.

In Francia il Governo Politico sta minacciando la nazionalizzazione di uno stabilimento di ArcelorMittal in Mosella (Sole 24 Ore di oggi pag. 1) perché il signor Lakhsmi Mittal non sta mantenendo le promesse fatte nel 2006. Un governo che prenda delle decisioni, giuste o sbagliate che siano, coerenti con la logica di separazione dei poteri che in una moderna democrazia devono trovare un loro continuo punto di equilibrio. Il magistrato non può e non deve decidere guardando ai conti economici dell’azienda e/o del paese per quanto importanti essi siano. Un magistrato deve decidere secondo coscienza. E’ la politica che deve intervenire facendo prevalere il suo peso sull’economia, correggendo le forzature di un potere economico che, se la magistratura ha ragione, è corrotto e corruttore. L’istituto del sequestro cautelare conservativo ne è lo strumento, che evidentemente un governo di tecnici non può implementare.

Se non si torna ad una situazione di “normalità democratica”, e cioè ad un corretto equilibrio fra i tre poteri che caratterizzano la vita di un paese democratico, e cioè fra potere politico, giudiziario ed economico, il Paese ed i mercati finanziari non saranno in grado di attrarre investimenti genuini (i capitali stranieri non arrivano e quelli domestici se ne vanno), e quindi il mercato azionario difficilmente salirà, se non per effetto della droga dello pseudo Quantitative easing draghiano, che tanto ha impattato i bond ma poco o nulla l’equity. Quindi per me la Borsa Italiana non salirà fintanto che non ci sarà la convinzione che le prossime elezioni porteranno ad un Governo Politico forte. Forse siamo sulla buona strada …. ancora qualche settimana / mese e questa convinzione potrebbe farsi largo.

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FIAT.

Ma se la Francia vuole nazionalizzare uno stabilimento perché il proprietario non ha mantenuto le promesse, se ci fosse un Governo Politico forte in Italia a Marchionne che cosa gli farebbero? Oggi ho letto un po’ inorridito il commento di qualche analista che ha giudicato positivamente la riapertura da parte di Fiat di un bond emesso a luglio da 600 milioni di eu che pagò un rendimento del 7,75%. Ebbene, approfittando del buon momento del mercato dei corporate bond, Fiat ha riaperto l’emissione per altri 400 mn di eu piazzati al 7,4% !!! Solo lo 0,35% di meno rispetto a luglio. Caspita ma a luglio lo spread dei titoli di Stato Italiani stava a 500 punti base circa ! Oggi è a 330, 170 punti in meno ….. la Fiat ne ha risparmiati solo 35 !!! Mettiamola in un altro modo.

Insieme alla Fiat un bond lo ha emesso anche BMW. Un po’ più lungo (5,5 anni vs i 4 della Fiat) ma lasciamo perdere. Il tasso è stato 1,53% che rispetto al 7,4% di Fiat fa 5,57% di differenziale. Togliamoci 3,3% di spread paese ….. sono 257 punti base di differenza sopra il rischio paese !!! La Fiat è come un povero padre di famiglia indebitato che per mandare a scuola i figli e portare la moglie al cinema va dagli strozzini…… non dura a lungo. Ma perché la zia d’America non gli dà una mano e magari emette lei a tassi più interessanti ? Lo scopriremo solo vivendo. Per me un titolo da non avere in portafoglio. Anche a 3,4 eu.

L’ articolo continua nella free area del sito Websim.it con una breve ed interessante analisi della situazione del monopolista Telecom, a cui ieri l’UE sembra aver dato una mano per quanto riguarda l’accesso alla rete in rame dei potenziali concorrenti.

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