postscriptumAbbiamo ancora visto di recente, in occasione dei blocchi stradali dei forconi, come la sinistra presidia la conservazione sociale sotto le mentite spoglie dei diritti dei lavoratori, della difesa della costituzione e della democrazia ecc

Posizioni “resistenziali”  che consentono la solita doppiezza ideologica social-europea: siamo nel capitalismo ma lo vogliamo civile, magari colto, governato e senza effetti sociali collaterali.
Ed è per questo che prendono i voti solo da una parte dei ceti residuali della media-borghesia, del pubblico impiego, della aristocrazia operaia sindacalizzata e dei pensionati

Nella destra istituzionale prevalgono numericamente speculari posizioni resistenziali composte dalla piccola borghesia bottegaia e dalla piccola impresa a scarsa composizione organica di capitale, altre due classi obsolete, almeno quantitativamente, dal punto di vista del capitalismo nella sua qui  presente fase matura

Tutte queste sono le classi più in pericolo di essere definitivamente estinte dai necessari aggiustamenti su cui corpo sociale si dovrà plasmare se vorrà rimanere non nel G8, ma nel G20

Le masse semi-anonime, poco o punto rappresentate, che compongono il precariato cognitivo e la sottooccupazione  a bassa scolarità, che sembrerebbero al contrario essere oggettivamente interessate ad un discorso progressista dal punto di vista dello sviluppo capitalistico, sono interessabili contemporaneamente  al immanente progetto di emancipazione dal Capitale?

In che modo e in che misura favorire l’ adeguamento della società alle esigenze del Capitale significa schiudere nella società a dominio borghese la necessità e la sapienza del suo superamento ?

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