Riprendo qui un commento di un blogger con cui ho polemizzato qualche volta, e che fa delle affermazioni con cui o non concordo o concordo partendo da premesse profondamente diverse. Ma, in ogni caso, qui dice delle cose che  anche un comunista dovrebbero riguardare.

—————————————————————————————————

“Il lavoro non è una merce, perché rappresenta la realizzazione dell’uomo.”
Su questo punto crollano tutte le idee moderne, nel senso che è un falso antropologico e storico.
L’analisi della società capitalista di Pound è sostanzialmente corretta, come lo sono mille altre, come lo è quella di Beppe Grillo, il problema è che partono tutte da una concezione tecnologica del rapporto che l’uomo ha con la natura, dunque imposta il dialogo uomo natura su un sistema coerente binario da cui viene esclusa la contraddizione.
Non è un caso che le idee di Pound siano state raccolte dalla destra, ben prima dei fascistelli di casa pound, d’altronde è ormai evidente che la radice delle ideologie della destra e della sinistra hanno una radice comune, e dove si sono realizzate in alternativa al modello capitalista hanno fatto più morti di tutte le malattie degli ultimi duemila anni, se si eccettua il sangue versato in nome di Dio che probabilmente è di più.

La realizzazione dell’uomo non è nel lavoro per un fatto molto semplice, che il lavoro gli è imposto dalla necessità, se l’uomo potesse non lavorare, si dedicherebbe volentieri ad altro.
Certo, c’è la questione della poesia, che in qualche modo trasfigura il lavoro dandogli una valenza superiore, ma è sempre una valenza nostalgica, il costruttore tradizionale cerca di rendere simile al paradiso la casa dell’uomo, ma non ne fa per questo un paradiso ma solo il suo ricordo, così la tessitrice rende l’abbigliamento angelico, ma non fa per questo un angelo della persona che lo indossa, e il cibo più sublime del cuoco più esperto è destinato a diventare fonte di calorie e poi feci.

Se leggiamo i Vangeli osserviamo che diverse volte a Gesù viene proposto di prendere in mano le briglie e condurre il mondo; da satana agli apostoli più vicini a lui, c’è questa tentazione teocratica; se dio governasse il mondo non saremmo ridotti come siamo ridotti.
Ma non c’è e non può esserci governo di Dio senza il tradimento più profondo della sua volontà, e direi a questo punto che l’uomo si realizza veramente solo nel fare la volontà di Dio, cioè quando pensa e agisce come Dio.
Per fare questo non ci possono essere sistemi sociali che lo impongono, ma ogni uomo deve essere libero di desiderarlo e attuarlo nella misura delle sue possibilità.
Non c’è altra lotta possibile nel mondo che quella di tenere aperti i passaggi attraverso cui gli uomini possono fare questo tragitto, tutto il resto è necessità contingente, anche se nell’economia spirituale ogni difficoltà diventa propedeutica all’acquisizione di virtù spirituali.

Mario Pandiani QUI