“Apparirà chiaro allora come da tempo il mondo possieda il sogno di una cosa della quale non ha che da possedere la coscienza, per possederla realmente. Apparirà chiaro co

me non si tratti di tirare una linea retta tra passato e futuro, bensì di realizzare i pensieri del passato. Si mostrerà infine come l’umanità non incominci un lavoro nuovo, ma porti a compimento consapevolmente il suo vecchio lavoro”.

(K. Marx, lettera a Ruge del 1843)

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Solo la totalità dell’essere umano mi ri-guarda, io che non ho avuto il privilegio di essere chiamato dal dio, oppure non me ne sono accorto.

La Natura invece è chiusa in sè, immobile, non parla (sebbene molti dicano di sì – ma è solo una fascinazione di passaggio). è questo quieto riposare che inquieta l’uomo, colui che differentemente è custodito nella sua propria alienazione. devo deferenza alla Natura, è la sua spiritualità che mi ha toccato, che mi è toccata, una spiritualità che valuto però inferiore

Arte, Religione, Filosofia, a seconda dei talenti, sono sicuramente prassi umane superiori, perchè portano già in sè il trascendersi dell’umano per l’umano, dell’ in-umano per l’umano passando per il negativo del dis-umano. Il circolo chiuso   dell’auto-coscienza.

La qualità di prefigurarsi una ulteriore alienazione , di più alta qualità ontologica,  già è nella realtà, considerata nel medesimo come empirica, immanente e trascendente.

L’accesso è mediato -ogni accesso avviene, in quanto passaggio dalla coscienza dello stare alla coscienza del divenire, nel dialettico- e può esserlo dal concetto, dalla forma artistica, dall’esperienza dell’amore -magari in quella sua espressione peculiare e incomprensibile che è il misticismo religioso

  Multilinearità  progressive e ternarie, eppure compresenti, le ritrovo nel bisogno assoluto di ri-creare il mondo di ogni generazione, in incontro e scontro con un passato che solo in parte appartiene al presente, e nelle età dell’uomo: vecchio, adulto, bambino

Il problema quindi è come stabilizzare questa ricorsiva e cronica instabilità, che si rifiuta di diventare capitale accumulabile proprio perchè sia l’individuo che la sua  generazione deve esperire nel proprio tempo il cammino già percorso dai primordi e riviverlo.

Questa è  metastoria umana, che non può essere che colta idealmente, la sua epifania è una famiglia con nonni, genitori e figli.

(da)

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